La Valle d’Aosta è una piccola regione montuosa (3.262 chilometri quadrati di superficie), posta a nord ovest dello stivale e confinante con Francia e Svizzera. La vallata principale, che si estende per un centinaio di chilometri, coincide con il bacino della Dora Baltea (affluente del Po).
La regione, autonoma dal 1948 per le sue peculiarità storiche, etniche e linguistiche, prende il nome dalla sua unica città: Aosta, fondata dai Romani con il nome di Augusta Prætoria. La superficie pianeggiante copre un’estensione non superiore a un quinto e solamente il fondovalle, fra Saint-Vincent e il confine con il Piemonte, scende al di sotto dei 500 m. sul livello del mare. L’altitudine media è di 1700 m..
Nel territorio valdostano s’incontrano i principali massicci montuosi della catena alpina: domina il Monte Bianco, con i suoi 4810 metri di quota, seguito dal Monte Rosa (4634 m.), dal cervino (4478 m.) e dal Gran Paradiso (4061 m.). Al di sotto delle cime, sono estesi i boschi di conifere, popolati da una ricca fauna: stambecchi, camosci, cervi, marmotte, lepri, volpi, aquile reali e gipeti convivono con l’uomo, talora in spazi tutelati quali il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco del Mont-Avic.
L’economia regionale è fondata sul turismo e l’agricoltura, ma non mancano esperienze industriali di rilievo, fra le quali spicca la produzione idroelettrica. Nel settore agricolo domina l’allevamento, mentre il turismo è caratterizzato dall’affluenza invernale (i comprensori sciistici sono all’avanguardia e offrono chilometri di piste sempre innevate) e da quella estiva (con suggestive possibilità escursionistiche e naturalistiche o con l’offerta storico-artistica e museale di rilievo).
L’artigianato d’arte è incentrato, in Valle d’Aosta, sulla lavorazione del legno (anche se non mancano significative esperienze nelle lavorazioni in cuoio, ferro battuto e pietra ollare nonché nella realizzazione di tessuti in canapa e lana). Ogni anno, un appuntamento significativo con queste produzioni è la millenaria Fiera di Sant’Orso, che si svolge ogni 30 e 31 gennaio nel centro storico di Aosta. La gastronomia è incentrata sui prodotti tipici, fra i quali impossibile non nominare il formaggio DOP per eccellenza: la fontina.
Il passare del tempo ha lasciato sul territorio segni tuttora ben visibili: l’epoca romana con ampie testimonianze lungo la strada del fondovalle (che, per buona parte, segue ancora il tracciato di quella percorsa dalle truppe romane) e nel capoluogo, con il maestoso Arco d’Augusto, la Porta Prætoria e l’anfiteatro. L’epoca medievale e rinascimentale, invece, ha lasciato maggiori tracce al di fuori della città, con le numerose torri di guardia e i maestosi castelli: impossibile non menzionare la rocca di Verrès, il castello di Issogne (con il prezioso portico affrescato, la fontana del Melograno e il giardino all’italiana) e quello di Fénis (al quale gli architetti si sono largamente ispirati per ricreare il castello del Valentino, a Torino). L’architettura religiosa merita un discorso a parte, per la ricchezza e la varietà di espressioni romaniche. Piccolo e prezioso gioiello artistico è la chiesa di Sant’Orso, ad Aosta, con la collegiata e il meraviglioso chiostro.
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