
Il ruolo della Valle d'Aosta, con i propri valichi alpini,
via privilegiata di transito nelle Alpi occidentali, è
sempre stato quello di un "carrefour", punto di incontro
tra civiltà diverse e teatro di molti eventi storici e,
malgrado la sua esigua consistenza numerica di abitanti, ha
permesso un certo sviluppo del pensiero filosofico,
politico, scientifico e tecnico che, per il suo contributo
la inseriscono nella Storia europea del secondo millennio.
In questo contesto, lo scopo di un'esposizione sulle
Telecomunicazioni è duplice: da un lato informare il
visitatore evidenziando che in questo campo la Valle
d'Aosta ha giocato un ruolo preminente nella Storia e
dall'altro cogliere attivamente l'occasione per
costruire un percorso storico-didattico, offerto agli
studenti delle scuole di ogni ordine e grado e
dell'Università, in modo da ricordare loro, tra
l'altro, che un valdostano, Innocent Manzetti, ha per
primo, trasmesso la voce umana sul filo impiegando
l'elettricità.
Senza nulla togliere alle idee sviluppate da Meucci e, in
seguito, da Bell che ne ha tratto i benefici, sulla scorta
di importanti documentazioni si può dimostrare, come
sostengono gli studiosi Caniggia Nicolotti e Poggianti, che
il vero inventore del telefono è Manzetti e non Meucci; lo
stesso autorevole storico delle telecomunicazioni, prof.
Franco Soresini, concorda sul fatto che i documenti fin qui
trovati dai due biografi, rappresentano "l'anello
mancante" della priorità nella storia dell'invenzione
dell'apparecchio telefonico.
Anche la priorità dell'invenzione della radio è
controversa ma, alla pretesa priorità del russo Popov o la
sua attribuzione al francese Branly, si può dimostrare che
questa invenzione è dovuta all'intuizione di Guglielmo
Marconi che è riuscito anche a trarne i benefici.
La conseguenza di queste invenzioni hanno rivoluzionato il
modo di comunicare tra le persone ed i popoli. Il telefono
cellulare del terzo millennio è un esempio di combinazione
tra queste due invenzioni: il telefono e la radio.
Questo iniziativa promossa dall'Association Valdôtaine
Archives Sonores, con il sostegno del B.R.E.L., Bureau
Régional Ethno-Linguistique, a 130 anni dalla morte di
Manzetti e a 70 anni dalla morte di Marconi, vuole essere un
modesto contributo ad una generale "presa di coscienza"
sui mezzi di comunicazione e della storia che li ha prodotti
nonché, uno stimolo rivolto a tutti coloro, soprattutto ai
giovani, che vorranno sperimentare, negli "ateliers" per
capire i principi scientifici fondamentali che spiegano il
funzionamento di questi strumenti che usiamo
quotidianamente.
La Valle d'Aosta ha avuto un ruolo importante nella storia
delle telecomunicazioni: sono note da sempre le
comunicazioni ottiche che avvenivano tra i castelli,
similmente alle tecniche usate dai greci e, in seguito, dai
romani, l'invenzione del telegrafo, l'invenzione del
telefono (le "télégraphe vocal" o "parlant") da
parte del valdostano Innocent Manzetti, i primi collegamenti
telefonici "interurbani"tra gli Ospizi del Grand e Petit
St. Bernard e il fondovalle (1888), le prime prove di
collegamenti radio in onde ultracorte in montagna nei primi
decenni del secolo XX (Dr. Federico Strada, anni '30).
L'avvento della radiodiffusione in Onda Media in Valle
d'Aosta negli anni '50, con la stazione di Gerdaz.
L'arrivo della telefonia cellulare negli ultimi anni
'80. A partire dal 1983/84 la Valle d'Aosta si è
dotata di una efficiente rete di radiocomunicazioni per il
soccorso in montagna e per la Protezione Civile.
Questi fatti collegano la Valle d'Aosta, in modo quasi
insospettato, alla Storia Universale, alla Scienza ed alla
Tecnica contemporanea.
Il percorso espositivo, malgrado i suoi limiti oggettivi di
spazio e di strumenti, è concepito in chiave comunicativa
ed interattiva, non statica, dotato appunto di un "angolo
laboratorio" atto a permettere la ricostruzione di
situazioni, verificare alcuni principi essenziali e
sollecitare messaggi di divulgazione scientifica e
culturale.
Attraverso l'esposizione il visitatore si trova di fronte
ad alcuni degli strumenti originali e può rivivere
l'emozione legata, per esempio, allo (ri)scoprire le leggi
dell'elettromagnetismo.
Questa esposizione vuole essere, non senza una certa ambizione:
Questo evento è stato reso possibile grazie al patrocinio
della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, della
Rai-Radiotelevisione Italiana, Sede Regionale per la Valle
d'Aosta, del Comitato Regionale delle Comunicazioni
(CoReCom), dell'Informatique Valdôtaine (IN.VA.),
dell'Università della Valle d'Aosta, Facoltà di
Scienze della Formazione Primaria, dell'Associazione
Radioamatori Italiani (ARI), dell'Associazione Italiana
Radio d'Epoca (AIRE).
Si ringraziano, l'Assessore regionale Istruzione e
Cultura, Laurent Viérin, il soprintendente ai Beni
Culturali, Roberto Domaine e Daniela Vicquéry
per aver dato la possibilità di esporre al
pubblico "Le joueur de flute" di Innocenzo Manzetti, e i
responsabili di tutti gli Enti citati: Renzo Canciani,
Corrado Bellora, Gianni Fabiole, Teresa Grange, Vincenzo
Gorret, Carlo Pria.
Un ringraziamento va agli studiosi Mauro Caniggia Nicolotti
e Luca Poggianti che, con le loro tenaci ricerche durate
parecchi lustri, hanno riportato alla luce gli elementi che
ci permettono di affermare la priorità di Manzetti nella
storia dell'invenzione del telefono.
Un ringraziamento particolare al prof. Franco Soresini che,
oltre a contribuire con scritti originali a buona parte del
catalogo, in particolare sull'invenzione del telefono, si
è messo a disposizione anche per l'organizzazione, con i
suoi preziosi consigli.
Un ringraziamento: alla Mosè Edizioni di Treviso, per
averci permesso di riprodurre la ricerca di Soresini sulla
storia del telefono (L'anello mancante), pubblicata sulla
rivista "Antique Radio" del 1996; all'editore Musumeci
di Aosta per averci permesso la riproduzione di parti del
catalogo edito nel 1990 in occasione della mostra "Voci
tra i Monti".
Un ringraziamento va al Consiglio direttivo dell'AVAS che,
a suo tempo ha approvato questo progetto all'unanimità;
un riconoscimento particolare per il loro impegno e il loro
fattivo contributo all'iniziativa, va a Stefania Roullet,
Henry Armand, Carlo Rossi.
© 2007-2008 - Casino de la Vallée - Tutti i diritti riservati - C.F. e P.I.V.A. 01045790076 Informativa sulla Privacy